Courmayeur Trail
Una settimana di gite per la famiglia

Una settimana di gite per la famiglia

Ti piace la montagna e nella tua famiglia ci sono anche figli piccoli?
Vieni a trascorrere una settimana a Courmayeur! Abbiamo preparato per te un programma di escursioni adatte alla tua famiglia.
Sono sei gite corte e facili, selezionate tra le più belle di Courmayeur. Sono state scelte per farti esplorare luoghi diversi delle valli di Courmayeur e offrire un punto di ristoro ai tuoi piccoli.
Buone gite, dunque.

Caratteristiche principali

  • itinerari di andata e ritorno per lo stesso percorso;
  • lunghezza media dell’andata di 2,0/2,5 km, massima di 3,4 (ma con dislivello inferiore alla media);
  • dislivello di ca 300 m D+;
  • tempo di percorrenza dell’andata (escluse le pause) inferiore a 2h00′;
  • difficoltà escursionistica T/E;
  • difficoltà tecniche assenti, o lievi nel caso del 2° e 4° giorno (rif. Bonatti, lac Vert);
  • percorso chiaro, su strade sterrate o sentieri comodi, ben segnalati e di facile individuazione;
  • assenza di pericoli oggettivi (vedere “Avvertenza sui pericoli in montagna” alla fine della pagina);
  • copertura rete mobile quasi sempre presente;
  • necessità di condizioni meteorologiche buone.

PRIMO GIORNO

Val Veny: da La Visaille al lac du Miage

start/finish:
distanza:
dislivello:
durata:
Plan Lognan / lac Miage
3,4 km (6,7 km a/r)
370 D+
1h00'-1h20'

Andrai in Val Veny, a vedere un lago incredibile: il fantastico Lac du Miage.

Il grande ghiacciaio del Miage scende dal Monte Bianco e si spinge nella valle. Un bordo della massa glaciale, sciogliendosi, forma un lago molto caratteristico, su cui incombe il muro di ghiaccio e rotolano le pietre che ricoprono il ghiacciaio.

Uno spettacolo impressionante, reso ancora più suggestivo dai colossi di pietra e ghiaccio che sovrastano la scena.

SECONDO GIORNO

Val Ferret: da Lavachey al Rifugio Bonatti

start/finish:
distanza:
dislivello:
durata:
Lavachey / rif. Bonatti
2,1 km (4,2 km a/r)
400 D+
0h50'-1h10'

Andrai in Val Ferret, dove salirai al confortevole e panoramico Rifugio Bonatti.

Dal fondovalle si sale nel bosco, sul versante opposto alla catena del Monte Bianco. Il rifugio si trova su un ripiano erboso. Davanti si erge la colossale torre di granito delle Grandes Jorasses e si spalanca l’enorme vallone glaciale di Freboudze. I grandi tavoli all’aperto e all’interno invitano a una piacevole pausa.

Un luogo unico, che fa sentire piccoli, ma protetti. Un luogo per progettare nuove avventure.

TERZO GIORNO

Val Sapin: da Ermitage a La Suche

start/finish:
distanza:
dislivello:
durata:
Ermitage / La Suche
1,5 km (3,1 km a/r)
330 D+
0h40'-0h50'

Andrai all’inizio della Val Sapin, dove salirai all’alpeggio di La Suche.

Un largo sentiero attraversa una delle foreste più belle di Courmayeur e porta su ampio terrazzo erboso, affacciato su Courmayeur e sulla Val Sapin. Ad accogliere l’escursionista ci sono le baite ristrutturate del Dortoir La Suche, una fontanella di acqua fresca e un panorama da sogno sul Monte Bianco.

Un posto bello e facile da raggiungere, dove passano in tanti, diretti verso mete più lontane.

QUARTO GIORNO

Val Veny: da La Visaille al Lac Vert

start/finish:
distanza:
dislivello:
durata:
La Visaille / lac Vert
1,5 km (3,0 km a/r)
180 D+
0h50'-1h00'

Andrai in Val Veny, dove arriverai al Jardin de Miage e al piccolo Lac Vert.

L’enorme ghiacciaio del Miage termina a metà della Val Veny, biforcandosi in due lingue. Un’oasi di abeti e larici si insinua tra di esse e forma un piccolo lago, circondato in parte dagli alberi e in parte dalla morena. Un bel sentiero giunge al lago percorrendo il ciglio della morena.

Uno spettacolo impressionante, fatto di aspri contrasti, dove si combinano il verde del lago, il bosco e la morena, sovrastati da gigantesche cattedrali di ghiaccio e granito.

QUINTO GIORNO

Val Ferret: da Arnouva al Rifugio Elena

start/finish:
distanza:
dislivello:
durata:
Arnouva / rif. Elena
2,1 km (4,2 km a/r)
300 D+
0h40'-0h50'

Ti spingerai fino in fondo alla Val Ferret, dove arriverai al Rifugio Elena.

Percorrendo il mitico sentiero del Tour del Monte Bianco, si sale sul versante della valle opposto al Monte Bianco, fino all’altopiano erboso, su cui sorge il rifugio. Al nostro sguardo si spalancano enormi valloni glaciali, con le loro possenti sentinelle di granito. Il posto giusto dove gustare una bella fetta di torta.

E per scendere c’è anche la possibilità di compiere un bel giro, approfittando di un’altra strada, un poco più lunga, ma più comoda.

SESTO GIORNO

Arpy: dal Colle San Carlo al Lago d'Arpy

start/finish:
distanza:
dislivello:
durata:
colle S. Carlo / lago d'Arpy
3,1 km (6,2 km a/r)
230 D+
0h45'-1h00'

Partirai dal Colle San Carlo, sopra Morgex, e raggiungerai il magico Lago d’Arpy.

Una comoda strada sterrata, porta con qualche saliscendi nel vallone di Arpy. Il lago giace su un placido pianoro erboso, circondato da una cortina di cime aspre e rocciose. E con una breve camminata attorno al lago si trova il punto da cui ammirare l’immagine da cartolina che tutti conosciamo.

Quale foto ricordo migliore di quella dei propri figli con lo sfondo delle cime del Monte Bianco che si specchiano nel lago?

Avvertenza sui pericoli in montagna

La questione dei pericoli in montagna necessita un chiarimento fondamentale. Riguardo ad un itinerario in montagna, dal punto di vista pratico si possono distinguere due tipi di pericoli: i pericoli oggettivi e i pericoli generici. I pericoli oggettivi sono pericoli connessi ad una minaccia specifica per quell’itinerario. Ad esempio: quota molto elevata, tratti di sentiero su strapiombi, traversi franosi o esposti a caduta di pietre, attraversamenti delicati di torrenti, superamenti di nevai ripidi, passaggi delicati su roccia, ecc. I pericoli generici sono pericoli connessi all’ambiente di montagna in generale. In particolare, pericoli legati ai fattori naturali e al modo di reagire del nostro fisico alle sollecitazioni a cui è sottoposto. Ad esempio: le variazioni del meteo, il vento, la temperatura, la possibilità di inciampare, frane o cadute di sassi impreviste, disturbi di stomaco, ecc. Da questa distinzione deriva che in montagna l’espressione “assenza di pericoli oggettivi” non significa “assenza di pericoli in assoluto”. Infatti, non esclude i pericoli generici, che rimangono sempre e a prescindere. Affrontando un itinerario in montagna bisogna sempre ricordare che la montagna è più pericolosa di tanti altri ambienti! Tanto più oggi, che assistiamo a fenomeni naturali sempre più violenti ed imprevedibili, legati ai mutamenti climatici e al dissesto idrogeologico. Tra i pericoli “generici” di maggiore attualità vi sono proprio quelli legati alle precipitazioni temporalesche, che, assieme al progressivo scioglimento dei ghiacciai e al distacco di frammenti rocciosi ad alta quota, sono causa di esondazioni, frane e cadute di sassi. Per questo prima di intraprendere un qualsiasi itinerario escursionistico (o anche di Trail running) si raccomanda di:
  • considerare con particolare attenzione le condizioni meteorologiche previste
  • consultare sempre il bollettino di criticità metereologica della Protezione Civile Regionale;
  • rinunciare all’itinerario, se non si ha certezza di avere l’esperienza, la capacità e l’allenamento per affrontarlo;
  • rivolgersi a professionisti della montagna (Guide Alpine, Accompagnatori di Media Montagna), se si ha qualche incertezza, ma si desidera comunque provare un itinerario.